• Chi Siamo

GUIDO LOMORO

 

Mi avvicino al teatro negli anni 90, quasi per caso. Come allievo. Ne nasce una passione. Una ragione di vita. Lavoro fianco a fianco dell'acting coach Mauro Pini e di Marta Iacopini, quest'ultima ancora oggi al mio fianco, come preziosissima professionista e amica. Cerco di imparare il più possibile, di assorbire, di nutrire la mia passione con la conoscenza.  Scopro che la mia vera vocazione non è tanto quella di stare sul palcoscenico ma quella di organizzare, unire le forze, progettare. E col tempo si sviluppa anche l'interesse per la regia. Fondo la scuola di recitazione Chièdiscena che dirigo per 10 anni. Con umiltà e col tempo comincio ad insegnare e a dirigere. A organizzare. A cercare di imparare sempre di più, mettendo nel cassetto sogni, idee, possibilità. Tanti spettacoli mi vedono sul palco e fuori dal palco. Ma in testa un unico sogno che sta lì ad aspettare che io sia pronto. Il sogno si concretizza nel 2018 con l'apertura di Teatrosophia e un' idea precisa. Anzi più di una. Avvicinare le persone al teatro affinché non venisse più visto come qualcosa di lontano, incomprensibile, difficile inutile. Agevolare il colloquio tra le arti tutte. Offrire opportunità ai giovani. Sempre con umiltà, ma anche con tanta consapevolezza. Navigando tra difficoltà e ostacoli, arrivando fino alla pandemia da Covid. Ma sto ancora qui. Ci provo ancora. Perché penso che il teatro lo meriti. Come lo merita il pubblico e gli artisti tutti.

 

Tolstoy ha scritto "Possiamo vivere una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare. Lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo"

 

Guido

MARTA IACOPINI

Sono nata a Milano, a settembre.

Sono l’ultima di 4 figli, 13a di 14 nipoti e zia di 5; ho 16 cugini, 9 zii e 5 nonni ufficiali… e poi non so. Insomma la mia è una Famiglia “corposa” che avrebbe dato buoni spunti a Scola. Come quella della Ginzburg è una famiglia aggrappata al suo indecifrabile “Lessico Familiare” e nella quale siamo spesso giunti alla conclusione di Monicelli: “Speriamo che sia femmina”!

Avevo 14 anni quando una mia sorella ha suggerito ai miei una scuola di teatro, soprattutto per la mia eccessiva emotività. Gli anni del liceo sono stati in totale conflitto infatti fra quello che avrei dovuto essere e quello che avrei voluto. Non era previsto nei patterns familiari il lavoro dell’attrice e così, quando a 17 anni sono stata presa per uno sceneggiato RAI, ancora non avevo capito cosa avrebbe significato per me.

Ho continuato a studiare fino alla maturità al CTA, la scuola dove mi stavo formando come “allieva attrice” … ricordo l’emozione che provai quando mi sentii chiamare così dalla direttrice.

Dopo qualche esperienza teatrale feci la telefonata che ha segnato il giro di boa. Seppi da un’amica che stavano facendo dei provini per una serie tv con Cristina D’Avena. Aspettai l’ultimo giorno, ma alla fine mi decisi e chiamai...  così, quasi per sbaglio, è cominciato il periodo della televisione: “Arriva Cristina”, “Ciao Ciao”, “Cartonissimi” fino a “Zap Zap” che mi ha portato a trasferirmi a Roma.

Beh, qui nella città del cielo azzurro e della bellezza decadente dell’arte, è stato un po’ come ricominciare da capo. Non solo ho cambiato città, ma ho deciso anche di lasciare la tv e ho ritrovato quella passione dei primi anni. Avevo una voglia matta di tornare a studiare, indagare e sperimentare.

Ho incontrato così vari acting coach, fra cui Bernard Hiller e Francesca Viscardi, in Italia e all’estero per scoprire metodi che mi insegnassero spontaneità e verità.

È stato il periodo in cui sono stata sul set di varie serie tv come ad esempio Provaci ancora prof, Caterina e le sue Figlie, Un Posto al Sole, Don Matteo, Incantesimo, Il Giudice Mastrangelo, Finalmente Soli. Ma anche i film: Il Silenzio Intorno, La Strategia degli Affetti, Antonio, Guerriero di Dio e il più recente Dio Salvi la Regina. E ancora a teatro, diretta anche da F. Omodei, A. Evangelisti, I. Costanzo, D. Camerini, M. Andreozzi, B. Amodio, I. Kusch.

Nel frattempo, ancora una volta per caso e grazie ad un caro amico, ho cominciato a insegnare teatro in varie scuole, cogliendo anche l’entusiasmante opportunità di fare teatro sociale con i disabili e i malati di Parkinson. Quanti allievi incontrati a cui dedicare tutta la gioia che è per me questo mestiere che trasforma…e fra gli allievi che più mi hanno insegnato a insegnare, un sognatore a cui oggi sono accanto qui, a Teatrosophia.

Con Guido condivido quello spirito artigiano grazie al quale con rispetto, gioia, rigore e passione abbiamo conquistato ogni traguardo: la ricerca nel bagaglio emotivo, il sacrificio delle rigidità personali, le sporadiche intuizioni nei momenti di confusione, le bellezza di sguardi vulnerabili. E poi gelatine rosa, velatini neri, acqua vera dal rubinetto, vita e morte che si guardano… applausi, critiche, soddisfazioni, malcontenti e sempre la perseveranza di costruire un nostro teatro, fatto di gesti quotidiani che realizzano un sogno reale.

www.martaiacopini.com

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